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2010-02-19 Fair Play nello sport....questo sconosciuto

FAIR PLAY NEWS
Comitato Nazionale Italiano FAIR PLAY
Membre Comitè International pour le Fair Play - Member European Fair Play Movement

FAIR PLAY - NEWS * 19 febbraio 2010
(Aut. Trib. di Roma n.411 del 7.10.2004 – Dir. Resp. Ruggero Alcanterini)_________________
Ne uccide più la maldicenza che la spada
Siamo in tempo di Olimpiade ( OLIMPIADE INVERNALE DI VANCOUVER ) e viviamo, sia pure con i disagi della differenza di fuso orario e dei contrattempi dovuti alle avverse condizioni metereologiche, le imprese dei nostri atleti. Mi piace sottolineare un episodio che non è clamoroso ma che è esemplare nella sua semplicità. Il fair play non è solo “ciò che si fa, ma anche, e soprattutto, quello che non si fa”.

Pietro Piller Cottrer è argento olimpico -- «Sono come il buon vino, più invecchia e più è buono
Nel campo delle azioni “positive” occupano un posto di sicuro rilievo le dichiarazioni rese alla stampa dall’Azzurro sinora meglio classificato, il fondista Pietro Piller Cottrer. All’età di 35 anni ha vinto la medaglia d’argento nella prova dei 15 chilometri a tecnica libera, trofeo che va ad aggiungersi alle altre tre medaglie dei Giochi di Salt Lake City e di Torino; alle tre mondiali ed alle 8 vittorie in Coppa del Mondo.
Nel momento della sua personale affermazione, il carabiniere di Sappada ha trovato le parole giuste per parlare di Giorgio Di Centa, il finanziere a cui è legato in egual misura da stima e rivalità: “ Ho un gran rispetto per lui – ha dichiarato a Gaia Piccardi del Corriere della Sera – e se va forte sono felicissimo. La sua esposizione come portabandiera mi ha permesso di nascondermi un po”.
Giorgio Di Centa
Da sempre dichiaratamente schierato contro il doping, non vuole fare nomi su certe reticenze: “Non sono nessuno per fare nomi e cognomi… sui test antidoping qui stanno lavorando bene”.
Parole chiare, leali, normali e che invece risultano inconsuete in un ambiente, non solo sportivo, in cui la demolizione dell’avversario parte spesso dalla maldicenza. E’ una piaga che sino dai tempi dei libri sacri, dal Talmud ai giorni nostri, viene paragonata alla distruzione. La maldicenza viola i due precetti fondamento di ogni etica: non uccidere e non rubare. Con la parola si uccide più che con la spada e si ruba agli altri dignità e serenità. Gli uomini del fair play ne rifuggono.
(Vanni Lòriga)


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IL FAIR PLAY INGLESE E’ ANCHE
EQUITA’ E IMPARZIALITA’

Il Regno Unito torna a raccontare due belle favole sportive. Storie calcistiche parallele, se vogliamo, per certi versi paradigmatiche. Il Leeds Utd (1), storico club decaduto del settentrione britannico (Contea di Yorkshire and Humber), e il Reading FC , proveniente dal Berkshire (Contea Reale sita nel sud-est dell’ isola), squadre militanti rispettivamente in League One (la nostra Lega Pro, o terza serie) e Championship (l’equivalente inglese della Serie B), affrontano nella Coppa d’Inghilterra (la FA Cup) Manchester United e Liverpool, e le battono. Nel panorama calcistico mondiale, la FA Cup (Football Association Challenge Cup) è forse la competizione che per prestigio e tradizione supera tutte le altre coppe nazionali. La peculiarità dell’ “idolo di latta” (tale è il nome con cui venne appellato il trofeo alle origini) risiede , in primo luogo, in una formula che al momento del sorteggio non fornisce privilegi di sorta: non esistono teste di serie, e gli accoppiamenti sono del tutto casuali, senza calcolo. In secondo luogo, aleggia durante ogni match una difficilmente spiegabile forza misteriosa che pone qualunque squadra, di qualunque divisione, sullo stesso piano: anche le compagini più deboli, magicamente dotate, accorpano erculei attributi attorno ai propri calciatori e compensano valori tecnici sulla carta inferiori rispetto a quelli ingrossati dal blasone (e, diciamolo, dalla disponibilità economica in sede di calcio mercato) degli squadroni di Premier League. Un robusto, quanto ormai certificato da più d’ un secolo, esempio di Fair Play, non tanto inteso e compreso nel suo naturale imprimatur di lealtà e correttezza (di queste virtù, sosteniamolo senza campanilismi, gli inglesi sono maestri indiscussi), ma riferibile piuttosto al suo senso traslato di equità e imparzialità. La stagione attuale è dunque conferma assoluta di quanto fin qui asserito. Come detto, può accadere, senza scandalo, che due delle “big four” del calcio di Her Majesty, (le già citate Manchester United e Liverpool) cadano sotto i colpi dei semi-sconosciuti (neanche troppo) Beckford e Long. E come ideale trait d’union di questo doppio miracolo calcistico, un telecronista di casa Sky, Nicola Roggero, ha avuto l’involontario onere (e onore) di raccontare in tv le imprese di Whites e Royals.
Nicola, hai vissuto in prima persona, da narratore, due imprese calcistiche che dimostrano che il pallone talvolta può tornare ad essere “rotondo” e quindi imprevedibile. Il Reading e il Leeds Utd battono, a casa loro, Liverpool e Manchester United e passano il turno nell’edizione in corso della FA Cup. Si dice che questa , rispetto alle analoghe coppe continentali, possieda una sorta di aura magica che la rende unica. Ci spiegheresti, a tuo giudizio, quali sono i fattori principali che conferiscono un tale fascino alla competizione britannica ?
La tradizione e una formula che, sostanzialmente, non è mai cambiata, dando una chance a tutti, senza alcuna protezione per i club più blasonati.
Il Leeds non sembra esser pago di quanto fatto ad Old Trafford: a questo punto ti chiederei un pronostico sul replay a Elland Road tra i Whites e il Tottenham.
Da quanto si è visto a White Hart Lane non hanno la minima intenzione di fare da tappezzeria. E con il cuore mi auguro che vadano avanti (n.d’a. : la gara si è poi conclusa con un prevedibile 1-3 per gli Spurs. Al momento dell’intervista, il match non si era ancora disputato).
Jermaine Beckford (il centravanti del Leeds Utd castigatore dei Red Devils) è un calciatore che a 26 anni può finalmente fare il grande salto in Premier?
Certo, infatti ha già ricevuto numerose offerte da club di quella categoria.
Per concludere, vorrei fare con te una riflessione. Gli inglesi sostengono per tradizione che da loro si gioca il calcio migliore, però a conti fatti continuano ad importare allenatori di casa nostra (prima Vialli, ora Ancelotti, Zola, Mancini). A uno di questi hanno addirittura affidato la loro nazionale (Capello). Allora è vero: “Italians do it better” ?
Dal punto di vista tattico nessun dubbio che gli allenatori italiani sono i più preparati.
( Andrea Salvi )


(1) Il Leeds United Association Football Club è una società di calcio della città inglese di Leeds, fondata nel 1919 sulle ceneri del Leeds City, nato nel 1904. I Whites vinsero due campionati nel 1969 e nel 1974, la FA Cup nel 1972 e la League Cup nel 1968.
(2 ) Il Liverpool Football Club (o, più comunemente, Liverpool) è un club calcistico avente sede nell’omonima città britannica; milita nella FA Premier League, della quale è stata uno dei fondatori, ed è affiliato alla Football Association. È il club più titolato d’Inghilterra e uno dei più titolati del mondo, avendo vinto - tra l’altro - 18 titoli nazionali (record condiviso con il Manchester United) e 5 titoli di campione d’Europa: 4 Coppe dei Campioni e 1 Champions League, nome assunto dalla Coppa dei Campioni nel 1992.
(3) Il Reading F.C. è una società di calcio di Reading, città del Berkshire, in Inghilterra. Attualmente gioca nella Football League Championship, la seconda divisione calcistica inglese.I calciatori del Reading sono soprannominati The Royals (I Reali), dalla collocazione geografica di Reading, nella Contea Reale di Berkshire. La mascotte della squadra è un leone chiamato Kingsley Royal.
(4) Il Manchester United Football Club è una società calcistica inglese di Manchester. Disputa le partite in casa all'Old Trafford (76.212 posti), situato nella contea metropolitana di Greater Manchester, e milita in Premier League. Fondata nel 1878, è una delle squadre più vincenti del calcio inglese, seconda alle spalle del Liverpool per numero di trofei vinti (56 trofei contro i 58 dei reds), ma squadra inglese più vincente dalla fondazione della Premier League – con 11 titoli dal 1992-1993 a oggi – e dall'arrivo dell'allenatore scozzese Alex Ferguson, che siede sulla panchina del Manchester United dal novembre 1986 (da allora il club ha vinto 33 trofei[1]).







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